La valutazione immobiliare è un'attività che viene svolta da professionisti abilitati a questo riguardo e che si pone l'obiettivo di determinare (quale scopo principale, ma non unico) un elemento patrimoniale dell'immobile, generalmente consistente nel valore di mercato, ma che può essere differente da quest'ultimo in funzione dello scopo dell'attività valutativa e della tipologia dell'immobile da valutare. Un altro obiettivo, strettamente collegato con il primo, è quello di effettuare una due diligenze che può riguardare differenti ambiti (urbanistico, tecnico, catastale, ecc.) a seconda dell'incarico ricevuto dal valutatore. L'attività di valutazione immobiliare si concretizza con la redazione di un rapporto di valutazione, nel quale vengono riportati ed illustrati i risultati del lavoro del valutatore.
Nel nostro paese non esiste alcuna norma generale stringente che detti i criteri ai quali devono rispondere le Valutazioni Immobiliari. Sulla spinta di quanto esiste negli altri paesi si sono sviluppate alcune iniziative importanti che ci stanno conducendo ad un allineamento con la best practice internazionale. Si deve innanzi tutto ricordare il:
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Codice delle Valutazioni Immobiliari, curato da Tecnoborsa,
la cui terza ed ultima edizione risale al 2005, del quale esiste pure una versione in inglese: Italian Proprty Valuation Standard. L'encomiabile iniziativa recepisce i dettami delle norme degli International Valuation Standards e le trasferisce, adattandole nei particolari, alla realtà operativa del nostro paese. Più recenti sono le:
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Linee guida per la valutazione degli immobili in garanzia nelle esposizioni creditizie, curate dall'Associazione Bancaria Italiana, che sono standards che si rivolgono alle banche nell'ambito della loro specifica attività, che ne possono spontaneamente adottare i dettami; anch'esse sono state modellate sul complesso normativo già descritto, con alcune specificazioni che derivano dal particolare settore finanziario a cui si rivolgono e delle norme legislative che lo regolano.
Il processo di diffusione della best practice è quindi in marcia anche se il cammino da compiere per la sua diffusione nell'ambito professionale e per la sua implementazione è ancora lungo.
Iva immobili: la legge di conversione del decreto Bersani
01/09/2006 - “Decreto Legge n. 223 del 4 luglio 2006 – revisione del regime fiscale delle cessioni e delle locazioni di fabbricati (art. 35, commi da 8 a 10-sexies). Primi chiarimenti”. È questo l’oggetto della circolare n. 27 che l’Agenzia delle Entrate ha diffuso il 4 agosto scorso al fine di sbrogliare i nodi attorno al decreto Bersani - convertito con la legge n. 248 del 4 agosto 2006 pubblicata su Gazzetta Ufficiale l’11 agosto 2006 – in materia di tassazione immobili.
Come viene spiegato nella suddetta circolare,
l’art. 35 del decreto introduce un
“generalizzato regime di esenzione dall’imposta
sul valore aggiunto” per i trasferimenti e le
locazioni di fabbricati ad uso abitativo e
strumentale. Se pure con qualche eccezione.
Non si applica l’esenzione da Iva nelle
operazioni seguenti:
1) cessioni di immobili ad uso abitativo
e strumentale effettuate da imprese costruttrici
o da imprese che eseguono lavori di
ristrutturazione (soggetti passivi di imposta)
nei confronti di qualsiasi acquirente, purché
ciò avvenga entro quattro anni dalla data
di ultimazione dei lavori di costruzione o
ristrutturazione dell’immobile.
Se si tratta di cessione di immobili abitativi
l’Iva sarà pari al 4% in presenza di requisito
“prima casa”, e al 10% in assenza del requisito
“prima casa”. Passerà al 20% se si tratta di un
bene di lusso. Le imposte di registro,
ipotecaria e catastale si pagheranno
rispettivamente in misura fissa, pari a 168 €
ciascuna.
Se si tratta di cessione di immobili
strumentali, l’Iva sarà dovuta al 20%; in caso
di immobili ristrutturati, l’aliquota Iva sar
ridotta al 10%. L’imposta di registro sar
sempre dovuta in quota fissa, pari a 168 euro.
Mentre le ipotecaria e catastale saranno
rispettivamente pari al 3% e all’1%.
Sconto dell’imposta ipocatastale
Su queste due ultime imposte è tuttavia previsto
uno sconto del 50% (per un’imposta ipocatastale
ridotta dal 4% al 2%) per società di leasing,
fondi immobiliari, banche ed intermediari
finanziari. Tale disposizione sarà operativa a
partire dal 1° ottobre 2006.
2) cessioni e locazioni di immobili
strumentali nel caso in cui l’operazione sia
effettuata:
a) nei confronti di soggetti passivi di imposta,
dalla cui attività derivi un diritto di
detrazione sino al 25% dell’imposta assolta
sugli acquisti (banche, cliniche, istituti
scolastici, studi medici, assicurazioni);
b) nei confronti di acquirenti non soggetti
passivi d’imposta (enti, organizzazioni,
associazioni o persone senza partita Iva);
c) con esplicita scelta da parte della societ
locatrice o venditrice per l’assoggettamento
all’imposta sul valore aggiunto (regime
opzionale), nel caso in cui l’acquirente o il
locatario sia un soggetto Iva avente diritto ad
una detrazione dell’imposta sugli acquisti
superiore al 25%.
Visualizza lo schema riepilogativo elaborato
dalla redazione di edilportale.com
Obbligo di segnalazione della opzione di
imponibilità
L’operazione diviene pertanto esente da Iva
quando il cedente è un soggetto passivo di
imposta con un diritto di detrazione superiore
al 25%. A meno che il locatore o il venditore
opti per l’imponibilità. In questo caso, le
parti devono presentare contestualmente alla
registrazione del contratto (ora obbligatoria
anche per le locazioni soggette a Iva)
un’apposita dichiarazione che consenta di
esercitare l’opzione per l’imponibilità. Le
modalità per tale adempimento saranno
individuate da un apposito provvedimento che
l’Agenzia delle Entrate emanerà entro il 15
settembre 2006.
Individuazione della base imponibile
Nelle compravendite tra privati, aventi per
oggetto immobili ad uso abitativo, si può
utilizzare come base imponibile il valore
catastale del bene trasferito anziché il prezzo
pattuito e indicato nell’atto del rogito. Questo
è possibile dal 1° gennaio 2006.
Con l’entrata in vigore del Decreto 223/06 la
suddetta disposizione conserva validità. Questo
significa che è da considerarsi come base
imponibile il valore catastale dell’immobile,
indipendentemente dal prezzo dichiarato, quando
l’operazione di vendita avviene tra privati ed
il cui oggetto sia un immobile abitativo.
Si continuerà invece a considerare come base
imponibile il prezzo pattuito:
- in tutte le vendite in cui è ordinariamente
applicata l’Iva. Anche in quelle dichiarate
esenti da Iva;
- quando la vendita avviene tra privati, ma ha
per oggetto un immobile destinato ad uso non
abitativo;
- nelle vendite tra soggetti diversi dalle
persone fisiche, che non agiscono nell’esercizio
di impresa, arte o professione.
Obbligo di rettifica
Nell’ultima versione del provvedimento viene
meno l’obbligatorietà della rettifica della
detrazione, cioè di restituzione dell’Iva gi
detratta prima della manovra-bis. In
particolare, non si rimborsano i crediti
d’imposta per:
- tutte le locazioni o cessioni effettuate in
esenzione da Iva;
- i fabbricati abitativi di cui si è già in
possesso al 4 luglio 2006, data dell’entrata in
vigore del decreto 223/06, a condizione che i
lavori di costruzione o ristrutturazione siano
stati completati da meno di quattro anni (entro
il 4 luglio 2002);
- i fabbricati strumentali per i quali sia stato
specificato, nella stipulazione del primo atto
di vendita avvenuto dopo il 4 luglio 2006, la
scelta dell’imposizione Iva. (riproduzione
riservata)

















